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Giunti a Inzino, frazione del
comune di Gardone V.T., si entra a sinistra salendo la valle omonima fino
al termine della strada asfaltata. Il primo tratto coincide con il
sentiero 315. Parcheggiata l'auto nei pressi di un bar ristorante, ci si
incammina sulla strada sterrata a fianco del torrente Re. Percorso un
breve tratto, si attraversa il torrente su grossi massi affiancati e si
continua sulla sponda opposta fino al ponticello del Dog che ci riporta
sul lato destro su un buon sentiero che sale la valle con moderata
pendenza e attraversa piu' volte le spumeggianti acque del torrente su
massi, a volte resi scivolosi dall'umidità. Superato il torrente che
scende dalla val di Lana, caratterizzato da una limpidissima vasca d'acqua
con cascatella, prima di una curva, si abbandona il sentiero n° 315 e si
sale il ripido sentierino di destra (segnavia n° 316) che con diverse
curve risale la fiancata sinistra della val di Lana arrivando all'omonima
cascina, adagiata su un praticello vicino a un torrente, dopo circa 1.30
dalla partenza. Lasciata alle spalle la cascina si sale la valle di
Colonno tra un fitto bosco di latifoglie e conifere fino ad uscire un un
prato con bella vista sulla soprastante Corna Tiragna, dove si incontra il
sentiero n° 317 da Caregno in Croce di Marone. Si sale il prato al centro
della valle, guidati dai segni bianchi e rossi tra piante di nocciolo e di
faggio e si arriva ad una vasca d'acqua alimentata dalla sorgente di un
vicino pozzo. Dopo esserci dissetati con le limpide e fresche acque,
saliamo tra le ultime piante di faggio alla malga Costarica m.1429, posta
in un ampia conca a pascolo a circa ore 1.30 dalla cascina di val di Lana.
Ripreso il cammino si sale l'erto pendio erboso fino a raggiungere a
sinistra (attenzione alla segnaletica) una debole traccia di sentiero che,
man mano sale, si fa piu' marcato, fino a raggiungere la cima della Corna
Tiragna, dalla quale nelle giornate limpide il panorama spazia
dall'Adamello al Monte Baldo, dalla catena appenninica al monte Rosa.
Dirigendosi verso nord percorrendo la lunga aerea e panoramica cresta del
monte Guglielmo, intervallata da brevi saliscendi, si arriva sulla cima di
Castel Bertino m.1948, dov'è adagiato l'imponente monumento del
Redentore. Per chi non volesse fare lo stesso percorso al ritorno, seguire
il sentiero 3V (segnavia bianco azzurro) che passando dal sottostante
rifugio Almici, scende in Croce di Marone. Da qui percorrendo un tratto di
sentiero n° 317 su una strada sterrata, nei pressi di una bella casetta a
destra, inserirsi nel sentiero n° 315 Il testo e' tratto dalla Guida Valtrompia Kompass 0106 |