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Sci Club Pezzoro - 1 Ottobre 2014, si apre la nuova stagione tesseramento FISI
Modulo per la campagna tesseramento 2014 CAI sezione di Gardone VT

 

 

Gite escursionistiche del CAI

1) 27 Aprile: Monte Tombea e Monte Caplone

Il Monte Caplone con i suoi 1976 metri è la vetta più alta del Parco Alto Garda Bresciano. Situato nel territorio comunale di Magasa, sovrasta gli abitati della Val Vestino, e delimita il confine tra la provincia di Brescia e quella di Trento. Con il vicino Monte Tombea è ritenuto un sito di interesse botanico di grande importanza scientifica.

Le due cime sono raggiungibili nella stessa giornata, poiché sono distanti circa un'ora di cammino, collegate da una bella strada militare che va dalla malga Tombea al passo di Cadria, sotto il Caplone.

2) 25 Maggio Visita al Castello Thun

Il castello fu costruito nella metà del XIII sec. e fu la sede della potente famiglia dei Thun, che nelle valli di Non e di Sole possedeva altre prestigiose residenze. Il castello è situato in cima ad una collina a 609 m. vicino al paese di Vigo di Ton in bellissima posizione panoramica.

E' un esempio tra i più interessanti di architettura castellana trentina, la struttura civile-militare è tipicamente gotica ed è circondato da un complesso sistema di fortificazioni formato da torri, bastioni lunati, fossato e cammino di ronda. Le fortificazioni centrali sono a pianta quadrangolare con forti baluardi per la difesa con armi da fuoco, quattro torri quadrate agli angoli e, dopo il fossato, altro muro con feritoie a strombo profondo e due medievali torri merlate.

Oltrepassata la porta del ponte levatoio (1541) e superato il primo cortile, a sua volta percorso sul lato settentrionale da un lungo colonnato, formato da diciotto poderose colonne di pietra, si incontra l'ingresso del palazzo comitale. Al piano terra si trovano le stanze pubbliche, mentre al primo piano si trovavano le stanze dei signori.

Il progetto che desta maggior curiosità è tuttavia il Centro spionaggio vampiri. Nulla a che fare con le leggendarie vicende di Dracula: si tratta di una stanza attrezzata nella quale sarà possibile spiare una specie rara di pipistrelli che ha trovato casa proprio nel maniero…

3) 1 Giugno Valdaone

La Valle di Daone, imponente solco glaciale scavato dal fiume Chiese, è la porta meridionale d’accesso al Parco Naturale Adamello Brenta.. La valle è caratterizzata da un fondovalle particolarmente ricco di vegetazione che si apre, di tanto in tanto, per far posto a spianate dove sorgono fienili dalla tipica architettura. Numerose sono inoltre le valli laterali, in parte antropizzate, ma ancora sostanzialmente intatte, dove si possono ammirare scorci di straordinaria bellezza. Numerose anche le convalli terminanti per lo più in circoli glaciali oggi occupati da piccolo laghi alpini. Ed è proprio l’acqua a giocare un ruolo determinante per questa piccola quanto suggestiva Valle. Nella Valle di Daone si possono infatti trovare laghetti (il Lago Campo, il Lago Mare, il Lago Nero, il Lago Casinei e il Copidello…) di numerose forme e dimensioni, ruscelli e torrenti che si gettano vorticosi nel fiume Chiese. Il fiume, solcando il territorio, crea insenature, rientranze e luoghi sempre diversi e suggestivi. Lo stesso fiume e viene interrotto, a volte, da cascate limpide e imponenti che creano suggestioni visive anche di grandi dimensioni, come la cascata “Tina de l’Ert” e la cascata del Leno che d’inverno diventa la “Regina del lago”.

4) 8 giugno Eremo di San Glisente

Secondo la leggenda, San Glisente era definito come un cavaliere franco di nobili origini, vissuto nell’VIII seco-lo. Egli sarebbe giunto in Valle Camonica al seguito dell’imperatore Carlo Magno dopo aver lasciato ai poveri i beni ereditati dalla sua famiglia. Glisente non era però solo e seguiva il suo comandante insieme al fratello Fermo e alla sorella Cristina. Erano armati di molto coraggio, tanto da distinguersi in diverse battaglie. Proprio per questo erano stimati e apprez-zati tra i militari. La sorella, invece, si era convertita al cristianesimo già in età adulta e da tempo seguiva i fratelli per curare le ferite e le contusioni che si procuravano ne-gli scontri, sempre nella speranza di riuscire a far abbracciar loro la sua stessa fede cristiana.

Dopo aver percorso tutta la Valle Camonica combattendo, Glisente iniziò a sentire il peso degli orrori della guerra e implorò Re Carlo di lasciarlo libero. Il sovrano, proprio in nome della sua fedeltà e dei suoi meriti accolse, anche se a malincuore, la sua richiesta e lo salutò definitivamente. Fu allora che i tre fratelli decisero di scendere verso la media valle, in una zona che avevano già attraversato.

Scelsero tre luoghi diversi e lontani tra loro, che in seguito vennero chiamati con i loro nomi. Glisente salì su un monte di Berzo Inferiore, Fermo su uno di Borno e Cristina sul territorio di Lozio, nella zona della Concarena. Si abbracciarono un’ultima volta, sicuri di non vedersi più su questa terra, e si promisero di accendere un falò ogni sera, per confermare l’un l’altro che erano ancora vivi. Se qualcuno non avesse acceso il falò, gli altri avrebbero capito che era subentrata la morte. Questa vita continuò per molti anni ed anche i valligiani si abituarono a vedere quei fuochi che tenevano uniti i tre fratelli lontani. Trascorsero così molti anni e i tre eremiti invecchiavano in solitudine. Solo al calar della sera, mentre curavano i loro grandi fuochi, si rallegravano nel vedere accesi anche quelli dei fratelli e ringraziavano Dio per aver concesso loro ancora una giornata in cui avevano potuto comunicare tra loro.

Poi, una sera, Glisente attese a lungo di vedere il falò di Cristina ma col trascorrere delle ore capì che la sorella era morta. Il primo fuoco delle montagne si era spento per sempre. Poiché sul monte di Berzo ne era stato acceso uno solo, anche Fermo comprese che la vita di Cristina era giunta al termine. Dopo un po’ di tempo toccò anche a Glisente, seguito a breve distanza da Fermo. Si racconta che Glisente, dopo la morte, sia stato trovato da alcuni pastori saliti sulla montagna con il gregge. Questi avevano notato un fatto molto strano: una colomba che portava ramoscelli e foglie sopra la grotta in cui era vissuto l’eremita. Incuriositi, si avvicinarono e trovarono il suo corpo intatto, come se fosse ancora vivo. Lo seppellirono così nello stesso luogo che il santo aveva scelto come sua dimora.

5) 22 giugno Strada delle 52 gallerie

E' una escursione di grandissima soddisfazione, un percorso storico che tutti gli appassionati di escursionismo, e a maggior ragione coloro che si interessano di storia, dovrebbero almeno una volta frequentare.

Opera straordinaria di ingegneria militare che conduce dalla Bocchetta Campiglia alle 'Porte del Pasubio' (m.1935)(rifugio gen. Achille Papa).

La strada è lunga 6.555 metri, dei quali ben 2.335 sono suddivisi nelle 52 gallerie scavate nella roccia; ogni galleria è numerata e caratterizzata da una propria denominazione. La larghezza minima è stata originariamente prevista in 2,20 m (il raggio esterno in curva è di almeno 3 m), con una media di 2,50 m per permettere il transito contemporaneo di due muli con le relative salmerie. La strada è un vero e proprio capolavoro d'ingegneria militare e di arditezza, considerando anche le condizioni e l'epoca in cui fu costruita, nonché la rapidità d'esecuzione: i lavori cominciarono il 6 febbraio 1917 e furono conclusi nel novembre 1917.

6) 6 Luglio Val Aperta

7) 13 Luglio commemorazione Giovanni Grazzini

Il bivacco Grazzini è situato in località Craparo alto, nel Comune di Collio e rappresenta una realtà delle Prealpi bresciane. In origine era una vecchia malga utilizzata dai mandriani che ha conservato, grazie anche ad un’attenta opera di ristrutturazione avvenuta nel 2000, le tipiche caratteristiche di una costruzione di tal genere. La festa per celebrare la ricorrenza dell’apertura si tiene in luglio (solitamente la 2^ domenica)
Nell’occasione viene officiata una Messa al campo, seguita da un conviviale pranzo a base di salamine, formaggio abbrustolito, polenta e altri tipici prodotti nostrani.

8) 14 settembre Rifugio Tagliaferri

Il Rifugio Nani Tagliaferri è un rifugio situato nel comune di Schilpario (BG), in Valle di Scalve, nelle Prealpi Orobie, a 2.328 m s.l.m. Tutti i sentieri per raggiungerlo sono piuttosto impegnativi e attraversano delle zone del Parco delle Orobie Bergamasche interessanti dal punto di vista naturalistico per la ricchezza di flora e fauna. Se si escludono i bivacchi, il Rifugio Tagliaferri è il rifugio più alto delle Orobie, oltre ad essere il più distante da raggiungere da una strada asfaltata. La zona è sotto la tutela della riserva faunistica dei laghi Belviso e Barbellino, e quindi è ricca di flora e fauna autoctona.

9) 28 settembre salita alla Corna Blacca

Con i suoi 2006 metri la Corna Blacca, è la vetta regina delle Prealpi Bresciane. Da qualsiasi lato la si guardi, la Corna Blacca si presenta come un castello di roccia biancastra. Il nome deriva probabilmente dal latino, blacca, biancastra, e da questo si deduce il significato del suo nome. Si tratta di una roccia dolomitica, culminante in due cime, separate da una leggera depressione. Apprezzato punto panoramico, perché offre la possibilità di vedere l’Adamello, il Monte Baldo, i monti della Val Trompia e della Val Sabbia, unitamente ad altre cime del nostro sistema prealpino, che sfilano in magnifica sequenza a giro di orizzonte.

 

CIASPOGOLEM 2014

SABATO 15 MARZO 2014

VI ASPETTIAMO

PER INFO O ISCRIZIONI:

DIEGO   cell.  3384858223
FABRY   030 920074
EMAIL: caivaltrompia@libero.it

Massimo 100 partecipanti

 

IL TESSERAMENTO PER L’ANNO 2014 HA INIZIO MERCOLEDI’ 08 GENNAIO 2014.

 

 

 

Gallerie Fotografiche

 

 

Ultimo aggiornamento 13 ottobre 2014

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